Chemioipertermia intraperitoneale intraoperatoria Stampa

 

Al termine della fase chirurgica si effettua la chemioipetermia intraoperatoria, che consiste nella introduzione nella cavità peritoneale di una soluzione di circa 2,5-4,5 litri di una soluzione di destrosio contenente il chemioterapico più idoneo: cisplatino ( CCCD), carboplatino o taxolo. La soluzione è immessa nella cavità peritoneale attraverso drenaggi posizionati alla fine della fase chirurgica ad una temperatura costante di circa 43 °, grazie ad una macchina dotata di pompa di infusione e sistema di riscaldamento. La perfusione della cavità peritoneale dura mediamente 60 minuti.

Due sono le tecniche maggiormente utilizzate per effettuare la perfusione: una a addome chiuso ed una a addome aperto.
La prima prevede di effettuare la perfusione dopo che, al termine della fase chirurgica, l’addome è stato chiuso; la seconda (Coliseum technique) prevede che la perfusione sia effettuata a addome aperto. In particolare, alla fine della fase chirurgica, le pareti addominali sono solidarizzate ad un particolare divaricatore autostatico  addominale in modo da confezionare una sorta di vasca. Questa è chiusa con una sorta di copertura ermetica che consente esclusivamente la penetrazione del braccio del chirurgo . Il fine di questa metodica è quella di consentire al chirurgo di facilitare manualmente la diffusione della soluzione del chemioterapico all’interno della cavità addominale. Una volta terminata la fase di chemioipertermia si procede alla effettuazione di anastomosi intestinali rese necessarie dalle exeresi intestinali eventualmente effettuate e alla chiusura della parete addominale.

Allo stato attuale non è dimostrata la superiorità di una tecnica rispetto all’altra, potendo ciascuna delle due vantare vantaggi dal punto di vista teorico.

Nei casi in cui non è possibile effettuare la chemioipetermia intraoperatoria ( condizioni critiche del paziente, prolungamento eccessivo dell’intervento, eccessiva perdita emorragica etc.) si può effettuare una chemioterapia intraperitoneale nei 5 giorni successivi all’intervento attraverso i drenaggi opportunamente posizionati durante l’intervento. In questo caso la procedura avviene in isotermia.


La durata della intera procedura è lunga e mediamente è di circa 8-9 ore; la fase più lunga è quella chirurgica, della durata di circa 6-7 ore.
Dopo il trattamento la paziente, ancora intubata è trasferita in Terapia Intensiva (TI). Durante la degenza in TI si procede gradualmente al risveglio e se i parametri di controllo sono nella norma, entro 48 ore in media, la paziente torna nel reparto di degenza.
La durata della degenza post operatoria è in media di circa 15-20 giorni.