ESPERIENZA PERSONALE Stampa


I dati sintetizzati nella tabella sopra riportata nel contesto delle esperienze internazionali sono relativi alla casistica di 47 casi relativa al periodo 2000-20007 analizzata nell’articolo: “ Cytoreductive Surgery (peritonectomy procedures) combined with Hyperthermic Intraperitoneal Chemotherapy (HIPEC) in the treatment of diffuse peritoneal carcinomatosis from ovarian cancer” nel luglio 2008.

Cytoreductive Surgery (peritonectomy procedures)

Allo stato attuale la casistica consta di 60 casi trattati con peritonectomia e chemioipetermia intraoperatoria. 

Nei casi di carcinosi primaria, ove non sia presente uno stato occlusivo o sub-occlusivo o altra criticità, la paziente è sottoposta a cicli di chemioterapia neoadjuvante con schema di I linea. Al III trattamento si effettuano TC\RM, PET ed esami sierologici di controllo; in caso di risposta al trattamento si continua per ulteriori 3 cicli e quindi si procede alla peritonectomia con chemioipetermia.
In caso di carcinosi secondaria, la paziente è sottoposta direttamente alla procedura.
In entrambi i casi, dopo la peritonectomia + HIPEC le pazienti effettuano un trattamento di chemioterapia sistemica per 6 mesi. Dopo ulteriori 6 mesi di follow up e di opportune rivalutazioni, le pazienti con colostomia o ileostomia che desiderano essere ricanalizzate sono sottoposte a intervento di second look e ricanalizzazione (tabella).

peritonectomia e chemioipertermia

Criteri di inclusione

 Sono suscettibili di essere sottoposte alla procedura le pazienti con:
• età inferiore o uguale a 75 anni
• diagnosi confermata con esame citologico o istologico
• performance status 0-2 (WHO)
• adeguata funzionalità cardio-respiratoria, renale, epatica ed emopoietica

Costituisce criterio di inclusione la sottoscrizione del consenso informato.


Criteri di esclusione

Sono escluse dal trattamento le pazienti con diffusione della malattia neoplastica in sede extra-addominale o affette da altre forme neoplastiche (eccetto ca della mammella). Costituiscono criteri di esclusione anche la presenza di malattia non resecabile e l’associazione di infezioni o severa comorbidità.

peritonectomia

Per quanto riguarda le caratteristiche delle pazienti trattate, i dati sono sintetizzati nella tabella…
L’età media è stata di 60,6 anni.
Nel 35% dei casi erano presenti segni cinici di sub-occlusione o di occlusione franca e nel 75% era presente ascite.
Il 24% delle pazienti presentava comorbidità ( cardiopatia, diabete, rettocolite ulcerosa, calcolosi della colecisti, ca della mammella).
Tutte le pazienti, meno una, hanno dimostrato aumento dei valori ematici di Ca 125, confermando il valore diagnostico di questo marcatore.

carcinosi peritoneale

I casi trattati hanno subito complessivamente 394 procedure chirurgiche, con una media di 6,6 per singola paziente (tabella).
Un solo caso non ha effettuato la chemioipetermia per motivi di instabilità cardio-respiratoria alla fine della fase chirurgica. La stessa paziente è stata sottoposta a chemioipertermia intraoperatoria dopo 12 mesi in fase di second look e ricanalizzazione.

carcinosi peritoneale da CA ovarico

La resezione del retto, associata a colectomia totale o subtotale è stata effettuata in 55 dei 60 pazienti. In nessuno di questi casi si è proceduto alla anastomosi colo o ileo rettale al fine di ricostituire la continuità intestinale durante la procedura, ma tutti hanno subito la colostomia o l’ileostomia in prima istanza. Non appare prudente, infatti, effettuare la ricanalizzazione in questa fase in relazione al rischio di deiscenza, correlabile alla associazione della chemioipertermia alla entità delle resezioni, alla contemporaneità di eventuali anastomosi ileali. Inoltre, proprio nella pelvi, sede anatomica normalmente maggiormente coinvolta nel processo carcinomatoso, esiste il maggior rischio di recidiva dopo il trattamento. Pertanto, la ricanalizzazione è rimandata ad un tempo successivo; in particolare dopo 6 mesi dalla fine della chemioterapia sistemica post-operatoria, in assenza di recidiva di malattia, si procede ad un second look con eventuale ricanalizzazione se la rivalutazione intraoperatoria risulta negativa per ripresa di malattia intraperitoneale.

carcinosi peritoneale da CA ovarico

La stadiazione della diffusione intraperitoneale della carcinosi all’atto dell’intervento ha dimostrato che la media del Peritoneal Cancer Index è risultata elevata, pari a 15,1. Il peritoneo diaframmatico è risultato coinvolto nel 65% dei casi; l’ascite era presente nel 75 dei casi.
Il tasso di citoriduzione ottimale è stato elevato; nel 91,7% dei casi nonostante l’elevato grado medio di Peritoneal Cancer Index è stato possibile effettuare un’exeresi totale (66,7%) o pressoché totale (25%) della malattia endoperitoneale.

stadiazione della carcinosi

La durata complessiva della procedura di peritonectomia associata a chemioipetermia è stata in media di 522 minuti, con perdite ematiche in media di circa 1500 ml.
La durata media del ricovero in terapia intensiva è stato di circa 48 ore, mentre la degenza media post-operatoria è stata di 19 giorni.

L’incidenza di complicanze maggiori, cioè di complicanze che hanno richiesto reinterventi, trattamenti in radiologia interventistica o ricoveri in terapia intensiva è risultata pari al 18,3%.
La mortalità operatoria è stata pari al 5%.

peritonectomia e chemioipertermia

Per quanto riguarda la sopravvivenza, la media è risultata pari a 31,4 mesi con una sopravvivenza media libera da malattia pari a 28,4 mesi. La sopravvivenza globale a 5 anni è stata del 18,6%. Il parametro prognostico più significativo è risultato il grado di completezza della citoriduzione. Le pazienti che hanno subito una citoriduzione totale (CC 0) hanno dimostrato una sopravvivenza a 5 anni pari al 28,6% (figura).

peritonectomia